Coltivare la memoria storica

Comprendere, conoscere un paese significa andare alla ricerca della sua identità autentica e profonda. Un’identità fatta di storia, architettura, mestieri, riti  e antiche  credenze scandite dal lento  alternarsi delle stagioni, segno indelebile di un recente passato in cui la terra e l’uomo condividevano lo stesso respiro. Lo stesso tempo, oggi spesso dimenticato, rimosso o sospeso tra le pieghe della memoria.

Queste parole ci riportano al lavoro dei contadini di Bellinzago, intorno alla metà  del secolo scorso,dopo che i grandi mutamenti sociali e le conquiste agrarie avevano portato, a questi uomini e donne, la possibilità di coltivare la terra con nuovo impulso imprenditoriale. Vivevano in ampi cortili e nelle cascine in comunità con altre famiglie, dividendo con loro i gesti di vita quotidiana, ma anche la fatica e gli strumenti di lavoro che, con l’introduzione della meccanizzazione, permetteva a loro di sfruttare al meglio la terra a disposizione. Il patrimonio architettonico, cultura sociale, rappresenta il segno indelebile della laboriosità contadina in un paese, che pur rinnovato nel contesto urbano mantiene un contesto rurale importante e cerca di rinnovare i valori ereditari, anche, attraverso le scelte di conservazione del patrimonio culturale.  Le foto di Giovanni Gargantini e Pietro Farina ne sono un esempio, propongono un percorso nelle tradizioni di ieri, per confrontarsi con la memoria e la storia per condividere con ogni cittadino di Bellinzago la possibilità di apprezzare e conoscere luoghi, genti e costumi di una comunità agricola che, nel periodo in questione, rappresentava l’intero tessuto sociale ed economico del paese,  comprendendo al meglio chi siamo e da dove veniamo.

 

Angela Comelli – Sindaco di Bellinzago Lombardo